Enografia Italiana: vini IGT, vini DOC, vini DOCG

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L’Italia è il paese con la più alta concentrazione vitivinicola mondiale.

Gli antichi Greci chiamavano infatti l’Italia Enotria considerata l’adattabilità dei suoi terreni alla coltivazione della vite e alla produzione di vino di qualità.

In Italia vengono coltivati circa un milione di viti, delle quali più del 90% è destinato alla produzione di vino. Di questi vitigni, oltre 350 sono vitigni autoctoni che si stanno affermando sempre di più sia sul panorama nazionale che internazionale.

Ma in base a quali criteri si distingue il vino italiano?

In Italia il vino viene classificato in base alla legge 164 del 1992, una legge di recepimento delle direttiva comunitaria 930 del 1963 che disciplina le caratteristiche produttive dei vari vini, classificandoli, in base ad un ordine qualitativo crescente, in:

•    Vini da tavola
•    Vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT)
•    Vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC)
•    Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG)

 

Vini da tavola

I vini da tavola sono quei vini prodotti con uve autorizzate che non richiedono l’adeguamento a specifici disciplinari di produzione.

L’etichetta deve riportare solamente l’indicazione “vino da tavola” e il nome e la ragione sociale del produttore. Non è obbligatorio richiamare il colore del vino, mentre non possono essere riportati i vitigni impiegati e l’anno di produzione.

Considerata la grande qualità dei vitigni italiani, non è affatto detto che un vino da tavola sia un vino caratterizzato da una qualità scadente: semplicemente la produzione del vino da tavola non segue nessun disciplinare di produzione, il che non pregiudica affatto la qualità.


Vini ad Indicazione Geografica Tipica (IGT)

Con il termine IGT si identificano tutti quei vini da tavola di qualità superiore.
La famiglia dei vini ad Indicazione Geografica Tipica racchiude quindi tutti i vini prodotti in regioni o aree geografiche specifiche e autorizzate per legge.  La produzione dei vini IGT deve avvenire in base al rispetto dei dettami del disciplinare di produzione e devono riportate obbligatoriamente sull’etichetta:
•    Colore
•    Indicazione dei vitigni utilizzati
•    Annata
Nella regione autonoma della valle D’Aosta la denominazione Igt può essere sostituita dalla denominazione "Vin de pays", mentre nella provincia autonoma di Bolzano dalla denominazione "Landwein".
Anche per i vini Igt vale la stessa regola dei vini da tavola. La denominazione non pregiudica la qualità del vino. Molto più semplicemente un vino può rientrare in queste due categorie sia per strategie di orientamento al mercato, sia perché i vitigni utilizzati non devono seguire alcun disciplinare di produzione.


Vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC)

I vini Doc sono vini prodotti in zone di piccole o medie dimensioni caratterizzate da una spiccata vocazione vinicola. I vini DOC sono pertanto dei vini di pregio, realizzati seguendo un determinato disciplinare di produzione che deve essere approvato con decreto ministeriale.

Prima della loro commercializzazione i vini DOC sono soggetti ad un’accurata analisi chimico fisica e ad un esame organo elettrico. Se il vino non rispetta i parametri predefiniti non può fregiarsi del titolo DOC.

Una piccola curiosità: il primo vino italiano DOC è stato il Marsala.

I vini DOC possono essere ulteriormente classificati in:
•    Classico: vini prodotti nelle zone di produzione più  tradizionali
•    Riserva: vini DOC invecchiati per un periodo di tempo maggiore
•    Superiore: vini DOC d’eccellenza con un’elevata concentrazione zuccherina e una maggiore gradazione alcolica



Vini a Denominazione di Origine Controllata Garantita (DOCG)

La qualifica di Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita viene attribuita ai vini già riconosciuti DOC da almeno 5 anni e che sono contraddistinti da particolare pregio. Il disciplinare che regola la produzione dei vini DOGC è ancora più dettagliato e rigido di quello dei vini DOC.

I vini DOCG sono vini di qualità superiore. Oltre all’analisi chimico fisica e all’esame organo elettrico in fase di produzione, è previsto anche un ulteriore esame organo elettrico in fase di imbottigliamento e da un assaggio eseguito da un gruppo di esperti.

Anche i vini DOGC, come i vini DOC possono essere classificati in:
•    Classico
•    Riserva
•    Superiore

Rispetto ai vini DOC, i vini DOGC prevedono una produzione unitaria di uva più bassa e una gradazione zuccherina più elevata.

La legislazione italiana identifica ulteriormente in vini in:

•    Vini da tavola con indicazione geografica
•    Vini da tavola con indicazione del vitigno e geografia
•    Vini di qualità prodotti in determinate regioni (VQPRD)
•    Vini speciali (aromatizzati, liquorosi, mistelle e spumanti), regolamentati dal D.P.R. n.162 del 1965