Ca' Bolani

Ca' Bolani

A testimonianza del passato enologico di questa regione, le cronache raccontano che nell'anno 237 d.C. gli abitanti di Aquileia distrussero il ponte sull'Isonzo, ma che il dittatore Massimino riuscì a passare ugualmente, legando tra loro i contenitori vuoti del buon vino del luogo, detti "arnasi" e coprendoli di fascine per varcare comodamente il fiume. 
La citazione più attendibile è quella di Plinio Il Vecchio, il quale nel I secolo d.C., parla del vino "Pucinum" come uno dei più pregiati dell'epoca e di sicure qualità terapeutiche, propizie alla moglie dell'imperatore Augusto, Livia, vissuta fino a 86 anni.
La Tenuta Ca' Bolani deve il proprio nome all'antica famiglia patrizia veneziana dei Conti Bolani, il cui massimo esponente fu il Vescovo Domenico Bolani (1514 – 1579), procuratore in Friuli della Repubblica di Venezia nonché Ambasciatore presso Edoardo VI d'Inghilterra. Durante il Concilio di Trento, al quale ebbe modo di partecipare, egli commissionò all'architetto Andrea Palladio l'Arco Bolani eretto in Udine nel 1556.

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